Il wrw ci insegna, che bisogna scrivere non cocomeri, ma semini! Quindi immersione nei testi fantasy, appuntando sul taccuino le caratteristiche fisiche dei personaggi, ed anche quelle paesaggistiche. Riflessione in classe, e via con le liste, sull’aspetto fisico, sul paesaggio da disegnare e poi con la AI diamo consistenza a ciò che abbiamo scritto.
I testi dei ragazzi:
Un’elfa coraggiosa
Occhi azzurri dallo sguardo profondo, un sorriso caldo e gentile e otto dita anziché dieci, Hazel è un’elfa forte e determinata, sempre pronta a combattere per i suoi ideali.
Dal giorno in cui il nemico attaccò il suo paese porta sempre con sé una spada regalata da un amico morto in battaglia, una faretra, un arco e una decina di frecce.
Hazel ha i capelli neri come la notte, lisci e corti, è magra (a causa della carestia che ha colpito il suo paese), è alta e ha perso due dita della mano destra cercando inutilmente di salvare un amico.
Lei ha un viso ben proporzionato, un naso aquilino e delle orecchie a punta da elfo in grado di sentire il nemico da chilometri di distanza.
Hazel per le occasioni importanti indossa sempre una stupenda tunica bianca che le arriva fino alle ginocchia coprendole le gambe snelle e lunghe, al contrario quando si trova sul campo di battaglia si veste con un’armatura comoda e leggera, adatta per muoversi in modo agile e veloce e proteggersi da colpi e lame durante lo scontro col nemico.
Hazel è coraggiosa, gentile e forte e queste importanti qualità le permetteranno di superare numerose prove.
Un luogo incantato
Hai mai visto delle isole volanti sospese nel vuoto?
Io le ho viste e non le dimenticherò mai.
C’erano montagne scavate da caverne e solchi, laghi e fiumi dall’acqua limpida e cristallina che cadevano dalle isole come cascate. Le isole erano collegate tra di loro naturalmente dalle enormi radici delle piante che si intrecciavano a vicenda fino a formare veri e propri ponti tra le isole.
Un vento leggero accarezzava le foglie degli alberi e vasti prati si estendevano verdi e rigogliosi lungo isole più grandi.
Piccoli villaggi di elfi con graziose casette decorate da fiori e piante si affacciavano da ciascuna isola ed enormi uccelli colorati ci volavano sopra imponenti e maestosi.
Il cielo era d’un azzurro intenso e il sole scaldava quel luogo così lontano, misterioso e stupendo allo stesso tempo.
Alessandra C. 1 A


Il mio personaggio fantasy
Io sono Rocky.
Sono di carnagione chiara, ho un volto perfettamente rotondo dal quale spuntano due grossi occhi con uno sguardo ipnotico.
Al centro del mio viso c’è un naso sottile e a punta, ho delle labbra viola che si abbinano con i miei occhi.
Ho i capelli neri pettinati in modo ordinato perché sennò nasconderebbero le mie fantastiche orecchie a punta.
Sono di corporatura bassa, infatti sono alto solo dieci piedi, e ho venticinque anni.
Sono atletico e ho delle gambe snelle e veloci, dalle quali poco più sopra spunta una coda lunga venti centimetri che mi arriva fino alle ginocchia.
Indosso sempre pantaloni e magliette arancioni con un cappello viola magico, mi piace molto portare bracciali, orecchini e collane soprattutto d’argento.
Il paesaggio

Vivo in un fungo alto cinque metri sulla vetta di una roccia che si affaccia su una valle con in mezzo un lago d’acqua limpida, con i suoi affluenti di color azzurro-cristallino. D’estate amo fare il bagno nel lago.
Lungo la sponda del lago ci sono alberi tutti colorati e in ogni punto della valle, quando si cammina, tutto si illumina di verde smeraldo.
In questa valle non diventa mai notte, c’è sempre il sole che fa splendere gli alberi con i loro magnifici colori.
Della mia specie sono l’unico abitante della valle, non soffro però di solitudine perché ogni volta che tolgo il mio cappello magico viola volo verso altri mondi…
Forse il prossimo sarà proprio la Terra!
Francesco V. 1A
IL MIO PERSONAGGIO
Ho un bel viso proporzionato, con capelli lunghi e biondi e un naso aquilino, occhi piccoli e rossi. Ho gambe
robuste e forti. Amo i miei pantaloni marroni e verdi e il mio mantello abbinato ai colori sgargianti rosso e
blu della tunica. Appartengo al popolo dei giganti della pianura di Stanford! Sono Ratchis, il gigante
viaggiatore! Dovete sapere che sono uno dei titani più saggi! Nella mia mente riecheggiano i 500 anni della mia esistenza in cui ho imparato sbagliando. Niente può uccidermi! Tranne … le prestigiose e rare armi inadamantio. Questo prezioso e raffinato metallo è ottenuto scavando nelle miniere delle montagne di pietra
nera. Queste armi sono in grado di polverizzare qualsiasi gigante, trasformandolo in cenere. Sono gentile e
premuroso ma quando c’è da combattere non mi lascio sfuggire nessun colpo! Aiuto le persone in pericolo
e amo gli uccellini!

IL PAESAGGIO
Ratchis si trovava in una pianura, con colline addolcite dal tempo, ricche di vita animale. Gli uccelli
cinguettavano e i Woulvini (una razza di lupo pensata estinta) ululavano e sbraitavano agli insetti della
foresta. Attorno a quella steppa si trovavano diverse schiere di formicai posti in cima alle colline. Oltre la
pianura, a Est, montagne aguzze e maestose, si ergevano dalla terra. Erano ricoperte dalla neve e da
qualche alberello qua e la’. A Nord tra la pianura e un vicino villaggio, una viscida, ripugnante e puzzolente palude faceva la sua comparsa. In quelle nere e inquinate acque giacevano i corpi dei malcapitati. In quel
tranquillo e sereno villaggio le abitazioni erano in prestigioso e ricercato legno d’acacia viola, proveniente
dall’Isola Del Non Ritorno conquistata dai Piglins nella guerra del Kayer. (grande combattimento tra il
Popolo del Mare e i Piglins). Il centro abitato era in riva al mare con un piccolo porto fatto in marmo di
Rodvic (una città industriale dell’epoca Knor). Il villaggio era collegato con una stradina che seguiva il
contorno della costa che portava ad una vera e propria città Roccaforte brulicante di vita mercantile e
navale. Ma torniamo alla nostra pianura. A Sud si trovava il temibile ed inespugnabile accampamento delle
War Machine (un popolo guerriero). Le loro macchine, di un argento pallido, ogni giorno bruciavano e
ardevano il loro carburante fossile. Vicino a quel terribile avamposto si trovavano le grotte di Artebeil, dove
si raccontava ‘vivessero’ i temibili zombie delle nevi, alleati dai tempi più antichi con le War Machine. Infatti
quelle grotte fungevano da muro naturale contro gli eserciti nemici. A Ovest, un inaspettato lago copriva
gran parte di quelle terre e, dall’altra parte, si trovava Stanford, il luogo di nascita del nostro eroe. Così
Ratchis si preparò per il ritorno, pronto ad attraversare quei territori.
Ettore F. 1A
Personaggio
Nidal – il guerriero
Avete mai visto un guerriero così potente? Un eroe! Un lottatore che non si è mai tirato indietro anche a rischio della morte! Il nostro combattente ha occhi blu chiarissimo, sguardo profondo, freddo e tagliente in un viso pallido come la neve.
I folti capelli sono biondi e lisci, evidenziando orecchie lunghe e appuntite. Le sue labbra sottili nascondono dei denti bianchi e splendenti. Ha un viso ben proporzionato, ma il suo collo lungo fa spaventare gli abitanti del suo villaggio.
È un guerriero robusto, con muscoli scolpiti, gambe imponenti, braccia forti e potenti. È Nidal, il giovane eroe.
I nemici contro cui combatte si spaventano già alla sua ombra perché indossa un’armatura metallica e ha una spada dal manico placcato in oro. È stato il dono di un vecchio saggio, il suo primo maestro Tan.
Nidal, pur avendo solo 19 anni, è astuto ma facile all’ira. Il suo carattere inquieto è dovuto all’infanzia difficile, all’assenza dei genitori in casa e alla scuola militare troppo severa.
Appena intravede un bambino, un vuoto nel suo cuore lo fa sentire debole e perso. Il suo desiderio in un futuro non troppo lontano è di non far rivivere a tutti i bambini del mondo la tristezza e il male che ha provato lui.
Paesaggio- Un villaggio tra le colline
C’era una volta un villaggio isolato da tutto, nascosto tra due grandi colline. Una delle due colline era alta e appuntita come una montagna, mentre l’altra era un po’ più bassa e tondeggiante. Proprio in mezzo a queste due colline scorreva un fiume lunghissimo, che sembrava non finire mai: nessuno aveva mai raggiunto la sua sorgente, né sapeva in quale mare concludeva il suo cammino. Nel villaggio c’erano tante casette a forma di triangolo, tutte arancioni, fatte con materiali sconosciuti e colorati. Tra una casa e l’altra c’erano alberi altissimi, che occupavano ogni spazio con le proprie radici: alcuni erano così grandi da riuscire a fare ombra a tutto il villaggio, proteggendolo dal sole cocente. Il fiume era attraversato da numerosi ponti di legno, di pietra, e da altri ancora che sembravano fatti di vetro. Sembrava che fossero le vene del villaggio: alcuni larghi e forti, altri sottili come fili. La cosa più strana del villaggio, però, erano i sassi, molto diversi da quelli a cui siamo abituati. Qui erano colorati, con strisce rosa, verdi, blu e viola, e galleggiavano nell’aria. Tutto era tranquillo e silenzioso, ma non triste. Era come se il villaggio vivesse in un sogno, lontano da tutto.
Nessuno passava di lì per caso: bisognava voler trovare proprio quel posto, nascosto tra le colline.
Arianna L. 1A